14 novembre 2007

I 27 GAZEBO DI FORZA ITALIA IN PROVINCIA DI TERAMO

Il 16-17-18 Novembre 2007 Forza Italia sarà in 27 piazze della Provincia di Teramo, per offrire direttamente ai cittadini elettori l’opportunità di dare l’avviso di sfratto ai governi della sinistra sul territorio: il Coordinamento provinciale di Forza Italia ha organizzato 27 gazebo nei Comuni di: Alba Adriatica (via Duca D’Aosta), Atri (piazza Duomo), Campli (piazza Umberto I), Canzano (piazza Del Risorgimento), Castellalto (piazza Della Chiesa in Castelnuovo Vomano), Castelli (piazza Roma), Colonnella (piazza Garibaldi), Controguerra (piazza del Commercio), Giulianova (piazza Fosse Ardeatine), Isola del Gran Sasso (piazza Contea di Pagliara), Martinsicuro (piazza Cavour), Montorio al Vomano (piazza Orsini), Morro D’Oro (piazza Berlinguer), Mosciano Sant’Angelo (piazza Saliceti), Nereto (piazza Cavour), Notaresco (piazza Del Mercato), Pineto (piazza Del Comune), Roseto Degli Abruzzi (piazza Della Libertà; piazza Della Chiesa a Colonia), Sant’Egidio Alla Vibrata (piazza Umberto I), Silvi (piazza Marconi e piazza Iris), a Teramo tre gazebo (piazza Martiri Della Libertà; piazza Rishon Le Zion in Colleatterrato; piazza Progresso in San Nicolò), Torricella Sicura (piazza Mario Capuani), Tortoreto (presso la sede del Partito in via A. Canova).
L’obiettivo del week-end azzurro e’ quello di raccogliere 5 milioni di firme per dimostrare ai cittadini che di fronte al governo di Romano Prodi e alle sue continue forzature politico-istituzionali la soluzione e’ una sola: elezioni!
Sarà la più importante manifestazione che mai si e’ svolta in Italia nella storia repubblicana, paragonabile solo a quella del 2 dicembre 2006 in piazza San Giovanni a Roma.
La raccolta delle firme non rappresenta alcun pressing sul Quirinale. Lo ha spiegato benissimo il presidente Silvio Berlusconi a Montecatini. Il nostro scopo e’ semplicemente dar voce a quell’ottanta percento di italiani che non ne possono piu’ di questo governo dannoso per l’Italia e credono che la soluzione della crisi sia andare subito al voto.
Le firme verranno raccolte dagli oltre 10mila tra gazebo e banchetti sparsi in tutta Italia. Punti di raccolta saranno collocati anche in America del Nord e del Sud e in numerose città d’Europa.

13 novembre 2007

IGNORATA LA FESTA DELLA LIBERTA'

Venerdì 9 novembre 2007 si sono svolte in tutta Europa le celebrazioni (e in Italia la terza festa nazionale del Giorno della Libertà, come prevede la Legge n° 61 del 15 aprile 2005) per la ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino (9 Novembre 1989). Questa legge dello Stato italiano prevede che le istituzioni organizzino cerimonie commemorative ufficiali. Non risulta che il governo centrale e gli Enti Locali abbiano rispettato la legge organizzando quelle cerimonie commemorative che il Parlamento ha inteso prevedere per fare in modo che i valori di liberta’ e democrazia possano essere annualmente ricordati ai nostri giovani. Il prossimo 21 dicembre 2007 l’Europa si aprirà ai Paesi baltici, si spalancheranno le frontiere a tutto l’Est: nell’Area di Schengen (Europa senza frontiere) potranno circolare liberamente i cittadini di Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania e Malta. Saranno rimossi anche i dodici valichi che per mezzo secolo hanno diviso l’Italia dalla ex Jugoslavia, poi entro il 2010 toccherà anche a Romania e Bulgaria. Tutto questo grazie al “9 Novembre 1989”, data che segna la fine della dittatura comunista e dell’Impero Sovietico. I giovani ne sono consapevoli?
In occasione del ''Giorno della libertà'' devono essere organizzate cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che sono invitate a sensibilizzare gli studenti sul significato della manifestazione, assumendo anche ogni iniziativa utile a far conoscere all’intero territorio l’importanza della celebrazione, organizzata anche in più giorni, secondo le autonome valutazioni delle istituzioni scolastiche e dei relativi organi collegiali.
Il 9 novembre 1989 cadeva il simbolo della Guerra Fredda, il simbolo della divisione dei popoli per antonomasia. Quel Muro, la cui realizzazione aveva avuto inizio il 13 agosto 1961 per evitare la fuga di migliaia di persone dal «paradiso socialista», aveva diviso non solo i berlinesi ma l'intera Europa, fragile e umiliata dopo la Seconda Guerra mondiale. In seguito ci sarebbe stata l'implosione dell'Urss e la caduta dei suoi regimi satellite.
Il Parlamento italiano ha istituito il Giorno della Libertà quale «ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo». In occasione di questa ricorrenza «vengono annualmente organizzate cerimonie commemorative ufficiali e momenti d'approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti». In base al testo varato dal Parlamento, la Repubblica italiana dichiara il 9 novembre ''Giorno della libertà'', quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, avvenuta nel 1989, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.
L'Europa di oggi vive il suo dopo-Guerra Fredda cercando di darsi una fisionomia politica e un ruolo in un mondo completamente cambiato. Nonostante i singoli Stati si mostrino ancora divisi nella difesa di vecchi privilegi economici e reminescenze di un antico splendore, il processo di progressiva unificazione è irreversibile.
In Italia, dove per nostra fortuna 62 anni fa arrivarono gli americani e non i sovietici, si è sempre voluto coltivare una memoria storica parziale di quello che sono stati e hanno rappresentato i grandi regimi totalitari del ‘900.
I crimini compiuti da chi si riconosceva nell'ideologia del socialismo reale (comunismo) venivano nascosti e poche voci libere avevano la possibilità e il coraggio di portarli alla conoscenza dei cittadini. Dopo la fine dell'URSS, ancora ai nostri giorni, coloro che hanno fatto politica nel Pci, coloro che sono cresciuti a pane e comunismo nelle istituzioni, nelle scuole, negli enti pubblici, non hanno ancora smesso di trafugare la verità storica. Una verità tanto semplice quanto cruda: tutti i totalitarismi sono nemici dell'umanità.
Come italiani, dovremmo imparare da altri popoli europei a rispettare la verità storica senza farci impaurire dai fantasmi del passato. Voglio riferirmi, in particolare, alla Polonia e alle nazioni baltiche che hanno vissuto sia l'occupazione nazista sia quella comunista e per questo motivo hanno sviluppato un'equidistanza nei giudizi storici sui totalitarismi. Nella capitale lettone Riga, ad esempio, è presente un museo dell'occupazione in cui sono raccolti documenti, immagini, oggetti che raccontano la tragedia di 51 anni (1940-1991) di storia. In questo museo, come ha affermato anche il presidente emerito della Repubblica di Lettonia Vaira Vike-Freiberga in una toccante prefazione del libro dedicato ad esso, si vogliono raccontare i crimini sulla popolazione «compiuti da questi due regimi, affinché ciò possa essere trasmesso alle future generazioni, affinchè nulla di tutto questo possa ripetersi ancora sul suolo lettone».
L'istituzione del Giorno della Libertà non è importante solo perché festeggia la caduta del regime comunista sovietico e la fine della divisione delle genti europee, ma ha un valore tutto proiettato in avanti, nel futuro.
Celebrare il 9 novembre ci aiuta a ricordare che l'Europa deve saper svolgere il proprio rinnovato ruolo politico in un periodo storico difficile, caratterizzato ancora dall'esistenza di totalitarismi e dal fondamentalismo islamico che vuole creare nuove barriere, nuovi giusti e nuovi infedeli, anteponendo le idee al valore della persona umana e al suo fondamentale bisogno di libertà. Poiché tutti i totalitarismi sono egualmente criminali e poiché noi italiani siamo europei questa ricorrenza deve avere la stessa dignità del 25 aprile, del 2 giugno, del 4 novembre.

FORZA ITALIA PER LO SVILUPPO DELLA MONTAGNA

Forza Italia chiama i cittadini alla mobilitazione politica contro la decisione dell’Ente Parco che ha vietato la realizzazione di una nuova cabinovia ai Prati di Tivo, impedendo un’occasione di viluppo turistico della nostra stupenda montagna, ancora una volta penalizzata. Realtà vicine a noi teramani hanno avuto la possibilità, tramite autorizzazioni e contributi regionali e statali, di realizzare impianti sciistici innovativi che richiamano moltitudini di turisti teramani e di altre province e regioni.
Noi teramani, invece, nelle e per le nostre montagne non possiamo avere né contributi né autorizzazioni, per l’Ente Parco le nostre montagne, gli albergatori, le imprese, i residenti, devono morire di fame. E’ ora di dire: basta!
Ci chiediamo perché in realtà importanti come la Val D’Aosta, da sempre rispettosissime dell’ambiente, si possono realizzare impianti a 3.400 metri di quota e produrre un reddito pro capite più alto d’Italia, mentre ai Prati di Tivo, in provincia di Teramo, non si può costruire una cabinovia che arrivi a scarsi 2.000 metri. Mentre a Campo Imperatore, per non andare lontano, si può.
Realtà come Campo Giove, Campo Felice e Roccaraso, hanno potuto realizzare impianti e comprensori, ed oggi quelle realtà godono di un introito legato al turismo montano che soddisfa l’intera popolazione.
Nelle nostre montagne, vedi Prati di Tivo e Prato Selva, si deve morire di fame! E addirittura nei bollettini ufficiali della neve, vergognosamente non vengono più citate.
Forza Italia invita i cittadini alla mobilitazione contro la vergognosa scelta di vietare la cabinovia ai Prati di Tivo. Quello che è accaduto è un danno gravissimo nei confronti della montagna teramana. Dobbiamo schierarci anche con manifestazioni pacifiche contro chi vuole creare danni alla nostra economia. E’ vergognoso che nella nostra provincia non si possa fare mai nulla: siamo costretti a viaggiare su una seggiovia monoposto d’altri tempi. Basta!
Lo sviluppo dell’intero comprensorio montano non può più essere impedito da un ambientalismo malinteso e dannoso.

I GAZEBO DI FORZA ITALIA

L'esperienza fallimentare del governo delle sinistre pesa come un macigno sul futuro dell’Italia. La resa dei conti è ormai iniziata. E presto toccherà a Forza Italia e a tutti gli alleati della Casa delle libertà, essere all'altezza della grande sfida per rimettere in moto l'Italia e liberarla dal Grande Fratello fiscale, dalle gabbie ideologiche e dal dominio statalista, da questa sinistra di lotta e di governo che nell'ultimo anno e mezzo ha sommato debolezza e arroganza, condannando l'Italia all'ingovernabilità e al declino.
Partoriscono i monti e nascono cinque topolini. Il pacchetto Amato, inizialmente concepito come una risposta immediata e forte alla recrudescenza della criminalità, e’ stato via via edulcorato dalla sinistre e infine suddiviso in cinque disegni di legge. Questi imboccheranno ora il consueto iter parlamentare per uscirne chissà quando e chissà come.
Intanto, gli Italiani e le Forze dell’Ordine possono attendere, ma la delittuosità complessiva e l’allarme sociale continueranno a crescere, confermando il fatto che la sicurezza pubblica per questo governo e’ ormai una questione di secondaria importanza da affrontare solo sull’onda del dramma con Consigli dei ministri d’emergenza.
Abbiamo collezionato una impressionante serie di record negativi, primi fra tutti la tassazione più esosa del mondo e l'immigrazione senza controllo. E così fiducia e sicurezza dei cittadini sono giunte a un livello davvero inaccettabile. In democrazia, quando si è in presenza di una crisi politica irreversibile come l’attuale, la strada maestra è una e una sola: il ritorno alle urne. Solo il popolo sovrano può infatti arginare la crisi e scongiurare il pericolo rappresentato dalla crescita di forze antisistema, oggi irresponsabilmente alimentata.
L’attuale Parlamento è espressione di un momento storico in cui la nazione era politicamente divisa a metà, ma ora tutti sono consapevoli del fatto che esso non rappresenta più il Paese reale. Ormai la grande maggioranza dei cittadini non ne può più di errori, di risse e di vessazioni. Chiede a gran voce una svolta politica.
Questa brutta pagina politica va girata alla svelta: i Teramani faranno la loro parte, non solo gli azzurri di Forza Italia. Il Presidente Silvio Berlusconi lo ha chiesto a tutte le persone di buona volontà, anche a coloro che hanno votato per l'Unione e sono stati traditi da chi aveva promesso felicità, lavoro e tranquillità, da chi aveva promesso di unire l'Italia e invece l'ha divisa come mai era accaduto nella storia repubblicana, neanche negli anni della Guerra Fredda, iniettando il virus dell'odio di classe, della sfiducia, del controllo invasivo sulla vita dei cittadini, della paura, costringendo le Forze dell’Ordine a scendere in piazza.
Forza Italia chiede a tutto il popolo italiano uno sforzo corale per rinascere. Chi sostiene ogni giorno Forza Italia sia in prima linea anche questa volta. Iniziamo subito.
Il 16-17-18 novembre 2007 saremo in piazza in migliaia di città con i nostri gazebo, anche a Teramo. L'obiettivo è di cruciale importanza: raccogliere in tutta Italia cinque milioni di firme per chiedere che sia restituito subito al popolo sovrano il diritto di decidere il proprio futuro attraverso il voto. Il Nostro impegno in questa circostanza è fondamentale.
Davanti allo stato di disagio e di insicurezza che avvertono i cittadini italiani a causa della delinquenza dilagante, l’opposizione parlamentare si è impegnata a presentare pochi e qualificati emendamenti al decreto sicurezza del governo. Proposte organiche per garantire la sicurezza dei cittadini per ciò che esula dalla tematica specifica del decreto che si limita, come e’ noto, ai cittadini comunitari. Nonostante la moratoria dichiarata dal governo Prodi, il governo ha deciso, con seduta del Consiglio dei ministri del 27 dicembre 2006, di avvalersi di un regime transitorio che durerà solo un anno prima di essere completamente liberalizzato. Tale regime stabilisce l’apertura immediata per i settori del lavoro dirigenziale e altamente qualificato, di quello agricolo e turistico-alberghiero, del lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio e metalmeccanico.
E’ ugualmente prevista l’apertura immediata per il settore del lavoro stagionale. L’ingresso dei lavoratori autonomi è comunque libero, come pure la circolazione per motivi diversi dal lavoro. Quale tipologia di lavoro non è contemplato tra quelli previsti dal provvedimento del 27 dicembre 2006? In Italia i rumeni e i bulgari sia regolari sia clandestini, svolgono essenzialmente il lavoro edilizio e quello domestico. Prodi, perciò, ha preso in giro gli italiani, perché di fatto il blocco è inesistente. Nella nota del vicepresidente del Parlamento europeo si ricorda che nei primi due anni successivi all’adesione della Bulgaria e della Romania (avvenuta il primo gennaio 2007), l’accesso dei cittadini di questi Paesi ai mercati del lavoro degli Stati membri dell’Ue a 25 dipende dalle disposizioni di legge nazionali e dalle politiche dei vari Stati, nonché da eventuali accordi bilaterali stipulati con i due nuovi arrivati. In linea di massima le disposizioni transitorie dovrebbero decadere cinque anni dopo l’adesione.
Tuttavia gli Stati membri dell’Ue a 25 avranno la possibilità di chiedere alla Commissione l’autorizzazione di continuare ad applicare le misure nazionali per altri due anni nel caso in cui il mercato nazionale del lavoro risulti gravemente perturbato. Nel maggio 2004, in vista dell’allargamento dell’Ue ai primi dieci paesi dell’Est, il governo Berlusconi dispose una limitazione della libera circolazione, senza differenze tra lavoratori, per i cittadini dei paesi ad alta emigrazione. Questa disposizione, fu dapprima prorogata per altri tre anni il 5 maggio 2006, per poi essere revocata il 27 luglio, una volta subentrato il governo Prodi. Dal luglio 2006 quindi, per volere di Prodi i neocomunitari hanno diritto alla libera circolazione in Italia, come gli altri cittadini già facenti parte della Ue. La legge Amato-Ferrero si basa sull’equazione secondo cui la clandestinità e’ disordine ed insicurezza e da qui la scellerata posizione assunta da questo governo di allargare le maglie della legge per favorire l’immigrazione “regolare”.
Forza Italia ha chiesto azioni concrete e soprattutto fondi e sostegno alle Forze dell’Ordine. Il pacchetto sicurezza andava inserito in un decreto legge e occorreva prevedere il rito per direttissima per i reati che producono allarme sociale. Non c’e’ la cosa che probabilmente preme di piu’ al cittadino: il giudizio per direttissima in tutti casi di allarme sociale. Oggi e’ facile che dopo la condanna si venga messi fuori dal carcere perche’ il processo per direttissima non c’e’. Occorre poi garantire norme aggiuntive alle forze di polizia per i compiti operativi: bisognerebbe rendere inemendabili i capitoli della Finanziaria destinati alla sicurezza, perche’ se sono sottoposti ad azioni ed emendamenti individuali sono sempre a rischio. Occorre una quota fissa del 5% destinato allo Stato che, anche se non specificamente destinata alla sicurezza venga per legge destinata alla sicurezza. Se del 5% destinato allo Stato si dicesse che comunque il 2% va alle azioni operative delle Forze di polizia, sarebbe risolto il problema.

03 novembre 2007

GIULIANOVA: RITARDI NELLA RICONSEGNA DEI LAVORI SUL LUNGOMARE MONUMENTALE

“I lavoro termineranno il 15 ottobre,non vi preoccupate”. Così l’ex assessore ai lavori pubblici,Luigi Romagnoli,successivamente vittima del PD,rassicurò i consiglieri dell’opposizione. Sono passate due settimane dalla fatidica eventuale riconsegna del lungomare monumentale.
I lavori,come ne eravamo certi,non sono stati ultimati,anzi è da poco iniziato il rifacimento della parte sud del lungomare monumentale,quella dinanzi al bar-gelateria Nettuno tanto per intenderci. A nostro avviso,i lavori ne avranno ancora per molto e non è una nostra supposizione,ma basta guardare con i propri occhi per rendersi conto dell’effettiva situazione. L’autunno è arrivato da più di un mese e il cattivo tempo e il freddo sono una costante del periodo e non si possono usare come attenuanti.
Ma noi non fummo e non siamo soddisfatti delle parole di un assessore che dovrebbe assumersi di persona le proprie responsabilità. Nel frattempo Luigi Romagnoli ha lasciato il posto e le deleghe sono state affidate al vice sindaco Mastromauro, dal quale ci aspettiamo un pronto intervento. Ma anche su questo siamo scettici perché se il vice sindaco gestirà la cosa come ha gestito le manifestazioni estive,di cui si prodiga di belle parole, pensiamo che per la prossima estate dovremo e dovranno i turisti imparare a convivere con le barricate.
Aspettiamo delle pronte risposte che non solo noi ci attendiamo,ma che tutti i cittadini hanno il diritto di sapere su uno dei monumenti più belli e invidiati della città.