
L'esperienza fallimentare del governo delle sinistre pesa come un macigno sul futuro dell’Italia. La resa dei conti è ormai iniziata. E presto toccherà a Forza Italia e a tutti gli alleati della Casa delle libertà, essere all'altezza della grande sfida per rimettere in moto l'Italia e liberarla dal Grande Fratello fiscale, dalle gabbie ideologiche e dal dominio statalista, da questa sinistra di lotta e di governo che nell'ultimo anno e mezzo ha sommato debolezza e arroganza, condannando l'Italia all'ingovernabilità e al declino.
Partoriscono i monti e nascono cinque topolini. Il pacchetto Amato, inizialmente concepito come una risposta immediata e forte alla recrudescenza della criminalità, e’ stato via via edulcorato dalla sinistre e infine suddiviso in cinque disegni di legge. Questi imboccheranno ora il consueto iter parlamentare per uscirne chissà quando e chissà come.
Intanto, gli Italiani e le Forze dell’Ordine possono attendere, ma la delittuosità complessiva e l’allarme sociale continueranno a crescere, confermando il fatto che la sicurezza pubblica per questo governo e’ ormai una questione di secondaria importanza da affrontare solo sull’onda del dramma con Consigli dei ministri d’emergenza.
Abbiamo collezionato una impressionante serie di record negativi, primi fra tutti la tassazione più esosa del mondo e l'immigrazione senza controllo. E così fiducia e sicurezza dei cittadini sono giunte a un livello davvero inaccettabile. In democrazia, quando si è in presenza di una crisi politica irreversibile come l’attuale, la strada maestra è una e una sola: il ritorno alle urne. Solo il popolo sovrano può infatti arginare la crisi e scongiurare il pericolo rappresentato dalla crescita di forze antisistema, oggi irresponsabilmente alimentata.
L’attuale Parlamento è espressione di un momento storico in cui la nazione era politicamente divisa a metà, ma ora tutti sono consapevoli del fatto che esso non rappresenta più il Paese reale. Ormai la grande maggioranza dei cittadini non ne può più di errori, di risse e di vessazioni. Chiede a gran voce una svolta politica.
Questa brutta pagina politica va girata alla svelta: i Teramani faranno la loro parte, non solo gli azzurri di Forza Italia. Il Presidente Silvio Berlusconi lo ha chiesto a tutte le persone di buona volontà, anche a coloro che hanno votato per l'Unione e sono stati traditi da chi aveva promesso felicità, lavoro e tranquillità, da chi aveva promesso di unire l'Italia e invece l'ha divisa come mai era accaduto nella storia repubblicana, neanche negli anni della Guerra Fredda, iniettando il virus dell'odio di classe, della sfiducia, del controllo invasivo sulla vita dei cittadini, della paura, costringendo le Forze dell’Ordine a scendere in piazza.
Forza Italia chiede a tutto il popolo italiano uno sforzo corale per rinascere. Chi sostiene ogni giorno Forza Italia sia in prima linea anche questa volta. Iniziamo subito.
Il 16-17-18 novembre 2007 saremo in piazza in migliaia di città con i nostri gazebo, anche a Teramo. L'obiettivo è di cruciale importanza: raccogliere in tutta Italia cinque milioni di firme per chiedere che sia restituito subito al popolo sovrano il diritto di decidere il proprio futuro attraverso il voto. Il Nostro impegno in questa circostanza è fondamentale.
Davanti allo stato di disagio e di insicurezza che avvertono i cittadini italiani a causa della delinquenza dilagante, l’opposizione parlamentare si è impegnata a presentare pochi e qualificati emendamenti al decreto sicurezza del governo. Proposte organiche per garantire la sicurezza dei cittadini per ciò che esula dalla tematica specifica del decreto che si limita, come e’ noto, ai cittadini comunitari. Nonostante la moratoria dichiarata dal governo Prodi, il governo ha deciso, con seduta del Consiglio dei ministri del 27 dicembre 2006, di avvalersi di un regime transitorio che durerà solo un anno prima di essere completamente liberalizzato. Tale regime stabilisce l’apertura immediata per i settori del lavoro dirigenziale e altamente qualificato, di quello agricolo e turistico-alberghiero, del lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio e metalmeccanico.
E’ ugualmente prevista l’apertura immediata per il settore del lavoro stagionale. L’ingresso dei lavoratori autonomi è comunque libero, come pure la circolazione per motivi diversi dal lavoro. Quale tipologia di lavoro non è contemplato tra quelli previsti dal provvedimento del 27 dicembre 2006? In Italia i rumeni e i bulgari sia regolari sia clandestini, svolgono essenzialmente il lavoro edilizio e quello domestico. Prodi, perciò, ha preso in giro gli italiani, perché di fatto il blocco è inesistente. Nella nota del vicepresidente del Parlamento europeo si ricorda che nei primi due anni successivi all’adesione della Bulgaria e della Romania (avvenuta il primo gennaio 2007), l’accesso dei cittadini di questi Paesi ai mercati del lavoro degli Stati membri dell’Ue a 25 dipende dalle disposizioni di legge nazionali e dalle politiche dei vari Stati, nonché da eventuali accordi bilaterali stipulati con i due nuovi arrivati. In linea di massima le disposizioni transitorie dovrebbero decadere cinque anni dopo l’adesione.
Tuttavia gli Stati membri dell’Ue a 25 avranno la possibilità di chiedere alla Commissione l’autorizzazione di continuare ad applicare le misure nazionali per altri due anni nel caso in cui il mercato nazionale del lavoro risulti gravemente perturbato. Nel maggio 2004, in vista dell’allargamento dell’Ue ai primi dieci paesi dell’Est, il governo Berlusconi dispose una limitazione della libera circolazione, senza differenze tra lavoratori, per i cittadini dei paesi ad alta emigrazione. Questa disposizione, fu dapprima prorogata per altri tre anni il 5 maggio 2006, per poi essere revocata il 27 luglio, una volta subentrato il governo Prodi. Dal luglio 2006 quindi, per volere di Prodi i neocomunitari hanno diritto alla libera circolazione in Italia, come gli altri cittadini già facenti parte della Ue. La legge Amato-Ferrero si basa sull’equazione secondo cui la clandestinità e’ disordine ed insicurezza e da qui la scellerata posizione assunta da questo governo di allargare le maglie della legge per favorire l’immigrazione “regolare”.
Forza Italia ha chiesto azioni concrete e soprattutto fondi e sostegno alle Forze dell’Ordine. Il pacchetto sicurezza andava inserito in un decreto legge e occorreva prevedere il rito per direttissima per i reati che producono allarme sociale. Non c’e’ la cosa che probabilmente preme di piu’ al cittadino: il giudizio per direttissima in tutti casi di allarme sociale. Oggi e’ facile che dopo la condanna si venga messi fuori dal carcere perche’ il processo per direttissima non c’e’. Occorre poi garantire norme aggiuntive alle forze di polizia per i compiti operativi: bisognerebbe rendere inemendabili i capitoli della Finanziaria destinati alla sicurezza, perche’ se sono sottoposti ad azioni ed emendamenti individuali sono sempre a rischio. Occorre una quota fissa del 5% destinato allo Stato che, anche se non specificamente destinata alla sicurezza venga per legge destinata alla sicurezza. Se del 5% destinato allo Stato si dicesse che comunque il 2% va alle azioni operative delle Forze di polizia, sarebbe risolto il problema.